Non c’è dubbio che i formaggi garantiscono un apporto percentualmente elevatissimo di calcio. Rappresentano, infatti, una incomparabile riserva di calcio biodisponibile, ma la loro ricchezza nutritiva ne condiziona talvolta il consumo, specialmente per gli obesi e per gli ipercolesterolemici. Tuttavia, la grande varietà di scelta che offre il mercato italiano dei formaggi consente delle scelte mirate, in base al rapporto calcio/energia o calcio/grassi. Per chiunque esiste la possibilità di scegliere la qualità e la quantità di un formaggio in modo da rispettare nella propria dieta il tetto giornaliero consentito di grassi o di colesterolo.


Non è possibile elencare il patrimonio nutrizionale della vastissima gamma dei formaggi italiani e può essere di maggiore utilità, per i lettori, il riferimento al contenuto medio di calcio e di grasso nell’ambito delle più comuni classificazioni di gruppo:
Tutti i formaggi stagionati hanno un favorevole rapporto calcio/fosforo e quindi un ottimo assorbimento netto di calcio. In altri alimenti, come le uova, le carni fresche e conservate, i prodotti della pesca, i legumi, il rapporto calcio/fosforo è invece nettamente a favore di quest’ultimo.


A proposito del latte e dello yogurt scremati, nei quali l’eliminazione di una quota di grasso non comporta una riduzione del contenuto di calcio, altrettanto vale anche per i formaggi light; è ovvio, invece, che la stagionatura, con la conseguente perdita di acqua, “concentri” maggiormente il contenuto percentuale di calcio.

 

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