Nuovi farmaci

Obiettivo delle terapie per l'osteoporosi è rallentare la malattia, migliorare la densità ossea ed evitare le complicazioni a essa associate, riducendo il rischio di fratture.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario adottare una strategia d'intervento globale, che comprenda sia interventi non farmacologici, improntati allo stile di vita, consigliabili a tutte le persone affette da osteoporosi, sia approcci farmacologici modulabili in base all'età e al livello di rischio della singola persona.
Attualmente sono in fase di sperimentazione su pazienti affetti da osteoporosi due nuovi farmaci per l’osteoporosi. Dai risultati di queste sperimentazioni tra alcuni anni si potrà sapere se sono farmaci efficaci.

 Il farmaco sperimentale, romosozumab,  è un anticorpo che blocca la funzione della sclerostina, una proteina che il corpo produce naturalmente per inibire la crescita ossea. Il meccanismo d’azione innovativo del romosozumab conduce ad un aumento progressivo della densità minerale ossea nel tempo.

Nell’osteoporosi la perdita d’osso è causata di uno sbilanciamento nel rimodellamento osseo (la quantità di osso riassorbito è superiore a quella di osso prodotto). Gli osteoclasti, le cellule coinvolte nel riassorbimento osseo, emettono segnali che stimolano gli osteoblasti, le cellule che formano l’osseo. Odanacatib inibisce selettivamente la catepsina K, l’enzima primario nell’osteoclasta coinvolto nel riassorbimento osseo mantenendo inalterato il numero degli osteoclasti. Il meccanismo d’azione innovativo di odanacatib conduce ad un miglior equilibrio nel
rimodellamento osseo, preservando la formazione d’osso e riducendone la perdita d’osso, con il risultato finale di un aumento progressivo della densità minerale ossea nel tempo.